lunedì 17 dicembre 2007



PAPILLOMAVIRUS:


Conoscerlo per combatterlo:

Virus

L'HPV, conosciuto anche con il nome di Papillomavirus Umano, è un virus che può portare al cancro al collo dell'utero. È responsabile di un'ampia gamma di patologie tra cui i condilomi, le lesioni cervicali e le neoplasie anogenitali.
A differenza di tutti gli altri tumori, il cancro al collo dell'utero ha una causa certa: il

Papillomavirus Umano. Per questo è così importante informarsi sull'HPV per prevenirlo e combatterlo.


Diffuso in tutto il mondo:

Il Papillomavirus è diffuso fino al 75% della popolazione sessualmente attiva. Una percentuale che fa riflettere, soprattutto se si pensa che il picco d'infezione appartiene alle adolescenti e alle giovani adulte fino ai 25 anni d'età.
C'è da dire che nella maggior parte dei casi (70-90%) l'infezione è transitoria e guarisce spontaneamente, quindi il tumore non si sviluppa.
I dati sono comunque importanti e identificativi della situazione.
Ogni anno il cancro al collo dell'utero viene diagnosticato a circa 470.000 donne delle quali 33.500 in Europa e 3.500 solo in Italia. Circa la metà delle donne colpite dalla malattia, muore: 15.000 i decessi in Europa, 1.100 in Italia.
Per non parlare delle altre patologie: sono centinaia di migliaia le donne con condilomi genitali, lesioni precancerose, neoplasie anogenitali.

Come si trasmette:

L'infezione avviene attraverso i rapporti intimi. Il contagio dell'HPV, infatti, riguarda l'80% delle persone sessualmente attive, che attraverso un contatto fisico tra genitali si possono "passare" il virus.


All’origine un’infezione virale:

Il cancro al collo dell’utero è l’unico tumore che si sviluppa da un’infezione virale, come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La causa è l’HPV (Human Papillomavirus), un virus capace di infettare le cellule della cervice, trasformandole in cellule neoplastiche.
In Europa rappresenta la seconda causa di morte, dopo il cancro alla mammella, tra le donne in età compresa tra i 15 e i 44 anni. La prima nei Paesi in via di sviluppo, dove è il tumore femminile più frequente.
L’HPV si trasmette attraverso i rapporti sessuali e il preservativo non garantisce una sicurezza al 100% perché le zone colpite dal virus possono essere fuori dall’area protetta.


LE CARATTERISTICHE DEL VACCINO:


Anche in Italia è finalmente arrivato il vaccino contro l’HPV. Previene il cancro al collo dell’utero, le lesioni precancerose e i condilomi.
L’efficacia del vaccino è stata già provata su oltre 20.000 ragazze e donne in 33 Paesi in tutto il mondo.
Il vaccino costituisce quindi uno scudo protettivo che impedisce al Papillomavirus di entrare nell’organismo e in seguito di proliferare.
Ovviamente il vaccino non è terapeutico, ovvero non cura le lesioni o le infezioni già presenti.

Una protezione efficace:

Il vaccino è indirizzato agli adolescenti (di entrambi i sessi), tra i 9 e i 15 anni e alle giovani donne, tra i 16 e i 26 anni.
In Italia sarà gratuito per le ragazze di 12 anni (ragazze che hanno compiuto 11 anni fino al compimento del dodicesimo anno di vita), mentre per tutte le altre è possibile acquistarlo in farmacia, dietro prescrizione medica.

Ecco alcuni articoli inglesi che descrivono HPV. Per chi non fosse pratico della lingua inglese, il mio consiglio è di andare sul sito: www.wordreference.com/it/
e cercare aiuto nel dizionario.


A common sexually transmitted infection, human papillomavirus (HPV) has been linked to the development of cervical, anogenital, and head and neck cancers and genital warts. (2) Several randomized controlled trials have explored the efficacy and safety of two vaccines for primary prevention of infection by HPV types 16 and 18, those most commonly implicated in the development of cervical cancer. (3) An HPV vaccine, Gardasil, was approved in Canada in 2006, and a second vaccine, Cervarix, is undergoing Health Canada review. (4) Some unresolved questions about HPV vaccinations relate to the ideal age for immunization, duration of effect, immunization of women already infected, vaccination of males, implications for Papanicolaou (Pap) smear programs, barriers to uptake, need for monitoring and registries, cost effectiveness, and programs to ensure access for special populations.

PMID: 18062141 [PubMed - indexed for MEDLINE]


Steben M, Duarte-Franco E.

Direction Risques Biologiques, Environnementaux et Occupationnels, Institut National de Santé Publique du Québec, 190, boulevard Crémazie Est, Montréal, Québec, Canada H2P 1E2. marc.steben@inspq.qc.ca

More than 120 different types of the human papillomavirus (HPV) have been isolated; >40 of these types infect the epithelial lining of the anogenital tract and other mucosal areas. In the majority of individuals, HPV infections are transient and asymptomatic with most new infections resolving within 2 years. Epidemiological data from the U.S. National Health and Nutrition Examination Survey determined that the prevalence of HPV infection in a representative sample of women was highest in those aged 20-24 years (44.8%). HPV infection has been firmly established as the primary cause of cervical cancer. It is not clearly understood why HPV infections resolve in certain individuals and result in cervical intraepithelial neoplasias in others, but several factors are thought to play a role; including individual susceptibility, immune status and nutrition, endogenous and exogenous hormones, tobacco smoking, parity, co-infection with other sexually transmitted agents such as HIV, herpes simplex virus type 2 and Chlamydia trachomatis as well as viral characteristics such as HPV type, concomitant infection with other types, viral load, HPV variant and viral integration. Worldwide, pooled data from case-control studies indicated that HPV DNA could be detected in 99.7% of women with histologically confirmed squamous cell cervical cancer compared with 13.4% of control women. Both HPV infection and cervical cancer are associated with a substantial economic burden. Pharmacoeconomic data from the United States indicate that HPV infection and HIV were associated with similar total direct medical costs, and HPV infection was more costly than genital herpes and hepatitis B combined in the 15-25 age group. Furthermore, false-negative pap smears from women with precancerous lesions are among the most frequent reasons for medical malpractice litigation in the United States.

PMID: 17938014 [PubMed - indexed for MEDLINE]


Spitzer M.

Department of Obstetrics and Gynecology, Brookdale University Hospital and Medical Center, Brooklyn, New York, USA. spitzm01@hotmail.com

In the US, reductions in cervical cancer-related mortality over the past five decades can be attributed to the implementation of screening programs. US-based guidelines recommend that screening should be initiated approximately 3 years after initiation of sexual intercourse, but no later than age 21 years and be continued at least until age 65 or 70. Annual screening is recommended by the American Cancer Society and the American College of Obstetricians and Gynecologists, although in women aged > or =30 years with > or =3 negative Pap tests, screening may be conducted every 2 to 3 years. Human papillomavirus (HPV) testing has been approved by the US Food and Drug Administration and most US guidelines say that it is reasonable to consider HPV testing, in combination with triennial cytology screening. Pharmacoeconomic analyses indicate that combined cytology and HPV testing every three years in women aged > or =30 years is comparable in sensitivity to annual liquid-based cytology for the detection of cervical cancer precursors and is more cost-effective. Both surgical and nonsurgical therapies are commonly employed in patients with HPV lesions although papilloma recurrence is not uncommon. Treatment should be individualized based on the extent of disease and the needs of the patient. Current treatment of cervical cancer reflects the stage of the disease and should take into account patient- and tumor-related factors to ensure optimal patient outcomes.

PMID: 17938012 [PubMed - indexed for MEDLINE]




venerdì 14 dicembre 2007

UN AMICO E' COSI'
È facile allontanarsi sai
Se come te anche lui ha i suoi guai
Ma quando avrai bisogno sarà qui
Un amico è così
Non chiederà nè il come nè il perché
Ti ascolterà e si baterà per te
E poi tranquillo ti sorriderà
Un amico è così
E ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non ti perderai
In strade sbagliate percorse da chi
Non ha nella vita un amico così
Non ha bisogno di parole mai
Con uno sguardo solo capirai
Che dopo un no lui ti dirà di sì
Un amico è così
E ricordati che finché tu vorrai
Per sempre al tuo fianco lo troverai
Vicino a te mai stanco perché
Un amico è la cosa più bella che c'è
È come un grande amore, solo mascherato un po'
Ma che si sente che c'è
Nascosto tra le pieghe di un cuore che si dà
E non si chiede perché
Ma ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non tradirlo mai
Solo così scoprirai che
Un amico è la cosa più bella che c'è
E ricordati che finché tu vivrai
Un amico è la cosa più vera che hai
È il compagno del viaggio più grande che fai
Un amico è qualcosa che non muore mai
Ciao a tutti, secchioni e non secchioni!!!!!!! Sono messa malissimo...... ho da dare due esami e non sono pronta per nessun dei due!!! Speriamo nella cieca fortuna!!

mercoledì 5 dicembre 2007

Un pò di ricordi!!!


Mercoledì 29 agosto 2007 ore 4:27:44
Cosa non si fa in vacanza???? Addirittura sono andata a vedere l'alba!!!
Per arrivare in quel posto mi sono distrutta la schiena sul quod!!!

lunedì 3 dicembre 2007

Bottiglie di plastica? Cancro prostatico


Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentati.Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate.A quanto pare, già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani.Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata.In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita.Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore.Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell'uretra.In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più «avanzato» e quindi più esposto al bisfenolo.

Nell'ancor più «avanzata» Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno.Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che «mima» l'ormone femminile.Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi.La scoperta è dovuta all'equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all'Università del Missouri.Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri ). Spesso quest'acqua proclamata «minerale» viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.

sarebbe meglio utilizzare bottiglie in vetro e nell'imposibilità di questo, comprare bottiglie di plastica color blu!!!!

di Maurizio Blondet
tratto da effedieffe